"MADONNA CON BAMBINO E SAN GIOVANNINO"

Attribuita a Sebastiano Mainardi o a Jacopo del Sellaio

(Firenze, Musei di Palazzo Vecchio, Sala di Ercole)

 

 

La Madonna con Bambino e San Giovannino, esposta nella Sala di Ercole a Palazzo Vecchio a Firenze, è stata oggetto di diverse attribuzioni. Il cartellino del Museo dice Jacopo del Sellaio, ma nella scheda del catalogo (numero 00292620) si legge che il dipinto è attribuibile piuttosto a Sebastiano Mainardi (1466-1513), pittore della cerchia del Ghirlandaio attivo a Firenze alla fine del '400. Si aggiunge che vi sono evidenti somiglianze con opere di Lorenzo di Credi, soprattutto nella figura della Madonna. Uno studio recente di Alberto Lenza (2007) propone come autore il "Maestro del Tondo Miller", da alcuni identificato nel figlio di Jacopo del Sellaio, Arcangelo.

È questo il dipinto che più ha fatto discutere gli ufologi, che vedono nella scena in alto a destra, dietro le spalle della Madonna, la testimonianza di un "incontro ravvicinato" con un oggetto volante non identificato. Nella scena in questione vediamo un personaggio che, con una mano sulla fronte, guarda verso una apparizione nel cielo. Con lui è un cane e anche l'animale guarda verso lo strano oggetto.
In un articolo di Daniele Bedini, pubblicato in Notiziario UFO - n. 7 (Luglio - Agosto 1996) si legge: «si rileva chiaramente la presenza di un oggetto aereo, color grigio piombo, inclinato sulla sinistra e dotato di una "cupola" o "torretta", apparentemente identificabile come un mezzo volante di forma ovoidale in movimento.»

Ma questa non è la sola particolarità del dipinto, in alto a sinistra vediamo infatti la Stella della Natività accompagnata da altre tre piccole stelle o fiammelle.Un particolare molto simile è presente nella Madonna del Libro (1480) di Sandro Botticelli.

Questi particolari, "tre stelle" e "nube luminosa" ci fanno capire che questo dipinto si rifà ad un modo austero e rigoroso di intendere non solo i soggetti sacri ma tutta la vita cittadina che era stato predicato da Fra Girolamo Savonarola, proprio nella Firenze della fine del XV secolo. Dopo la cacciata dei Medici a Firenze venne instaurata la Repubblica, che Savonarola orientò in modo teocratico, esercitando una ferrea sorveglianza (oggi potremmo fare un paragone riferendoci ai fondamentalisti islamici della Repubblica iraniana di Khomeini) ed arrivando perfino ai pubblici "roghi delle vanità" del 1496-97, quando vennero raccolti e bruciati in piazza carte da gioco, dadi, acconciature, ornamenti, libri considerati osceni, fino ai quadri e agli oggetti preziosi. La predicazione di Savonarola influenzò moltissimo le opere d'arte di quel periodo, e diversi artisti, come ad esempio Sandro Botticelli, arrivarono a rinnegare le commistioni cristiano-pagane di tante opere precedenti ispirate ai concetti del neoplatonismo, per dipingere soggetti mistici in uno stile più "puro", ma anche più rigido, arcaico e didascalico.

La simbologia religiosa presente in questa Madonna si rifà quindi a una iconografia più antica, che nella Firenze dell'umanesimo e del neoplatonismo si era perduta. Le tre stelle ad esempio sono visibili in dipinti del secolo precedente, ma soprattutto nelle icone bizantine della Madonna. Si trovano raffigurate spesso nel velo (sulle spalle e sulla fronte); altre volte vengono sostituite da tre raggi, ma in tutti i casi sono un simbolo della triplice verginità della Madonna, prima, durante e dopo il parto. Le tre stelle, col medesimo significato, si ritrovano anche nello stemma dell'ordine degli Oratoriani di San Filippo Neri (Filippini), particolarmente devoti alla Madonna.

Torniamo al particolare precedente, quello interpretato come ufologico. In moltissime altre "Natività" del '400 e del '500 troviamo una scena simile. Si tratta dell'annuncio ai pastori, narrato nel vangelo di Luca:
«C`erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l`angelo disse loro: Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore..

Ecco la scena dell'annuncio ai pastori come appare sullo sfondo di una Natività di Vincenzo Foppa conservata al Detroit Institute of Arts:

L'angelo esce da una nube scura al cui interno brillano raggi dorati, e, proprio come nel dipinto di Palazzo Vecchio, viene osservato da un pastore che tiene la mano sulla fronte e da un altro seduto vicino al gregge:

Possiamo vedere questa stessa scena, rappresentata in modi molto simili a quello della Madonna con Bambino di Palazzo Vecchio, in molti altri dipinti che hanno come soggetto la Natività o l'Adorazione del Bambino:

Pinturicchio
Vincenzo Foppa
Giovanni Di Paolo
Amico Aspertini
Lorenzo Di Credi
Lorenzo Di Credi (part.)
Agnolo Bronzino
Antoniazzo Romano
Pinturicchio
Pinturicchio (part.)
Maestro della predella
Bernardino Luini
miniatura sec XV
Bernardino Fasolo
Domenico Ghirlandaio
Hugo Van Der Goes

Questi sono solo pochi esempi tratti da decine di dipinti che hanno come soggetto la Natività. In tutti riconosciamo chiaramente l'Angelo e vediamo che quasi sempre uno dei pastori tiene la mano sulla fronte, come a proteggere gli occhi dalla luce della "Gloria di Dio" a cui fa riferimento il passo del vangelo. Spesso compare anche il cane che guarda verso l'apparizione. In molti casi l'Angelo esce da una nube circondata da luce o, nei dipinti più antichi, di raggi dorati.

In una miniatura tratta dal manoscrtto "Grandes Heures d'Anne de Bretagne" (1500-1508) di Jean Bourdichon, l'angelo appare ai pastori affacciandosi da una specie di abbagliante squarcio nel cielo, nentre nella Madonna con Bambino e San Giovannino di Raffaellino del Garbo vediamo solo uno squarcio luminoso al centro della nube:

In un altro dipinto della fine del XV secolo, la Madonna col Bambino e San Giovannino di Gherardo Di Giovanni (Firenze, Galleria Dell'Accademia), vediamo sullo sfondo, a sinistra della Madonna, quello che a prima vista appare una macchia scura. Osservando meglio la macchia si rivela un angelo che esce da una piccola nube e scende verso la scena della natività, ma in questo caso non si vedono pastori sullo sfondo

Anche in un altro tondo, attribuito alla scuola di Sebastiano Mainardi e conservato a Sommariva Perno, vediamo la stessa scena con il pastore che, con la mano sulla fronte, guarda verso l'apparizione dell'angelo vestito di rosso Al suo fianco un cane che, con la bocca aperta, guarda l'angelo. Al centro, sopra la testa della Madonna, compare la nube luminosa.

Sebastiano Mainardi era cognato di Domenico Ghirlandaio, ed ecco una natività di questo artista, con una stella luminosa che appare all'interno di una nube. Sulla destra l'angelo appare ai pastori.

Anche in questo particolare tratto da un'altra Natività di Domenico Ghirlandaio vediamo sia l'angelo che la nube luminosa (ed è curioso notare come, perfino riferendosi a questo dipinto, ci sia chi individua un UFO in quella figura nel cielo: http://www.teegeeack.com/alien-ufo-secret-ufo-video-photo.html ):

Nell'immagine seguente, tratta da un Libro di Preghiere degli Sforza datato intorno al 1500, ritroviamo la nube luminosa (al cui interno si riconoscono molti angeli) che sovrasta la scena della Natività:

Il dipinto più interessante è però una Natività di Lorenzo Monaco (1409) conservato al Metropolitan Museum di New York. Sopra la Madonna compare una nube circondata da raggi dorati molto simile a quella del tondo di Palazzo Vecchio, mentre l'Angelo, sbucando da un'altra nube luminosa, fa l'annuncio ai pastori:

Frammenti di un rivestimento in foglia d'oro zecchino sono ancora visibili nella nube del tondo di Palazzo Vecchio, ed è possibile che in origine anche questa presentasse una doratura che la copriva interamente.

Possiamo così identificare nella Madonna con Bambino e San Giovannino esposta a Palazzo Vecchio la nube luminosa che è presente anche nel dipinto di Lorenzo Monaco, e la scena dell'annuncio ai pastori descritta nel vangelo di Luca. Ma in quel racconto della natività non si parla di nubi luminose, da dove deriva allora questo particolare?

Nell'arte sacra rinascimentale non venivano rappresentate solo scene tratte dai quattro vangeli canonici. Molto spesso si ricorreva anche a testi devozionali più recenti, pieni di personaggi e vicende di gusto più popolare e narrativo. Le tante scene che raffigurano la Presentazione di Maria al Tempio o lo Sposalizio della Vergine (dipinti da Giotto), l'incontro tra Gesù e San Giovanni Battista durante la fuga in Egitto (dipinto da Leonardo nella Vergine delle Rocce) derivano da racconti estranei ai vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni. I pittori e i loro committenti, che sceglievano i soggetti, molto spesso mescolavano racconti tratti da testi diversi, come ad esempio la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, la Meditatione Vitae Christi di Giovanni De Cauli, o i molti vangeli apocrifi. La stessa presenza del bue e dell'asino, che pure vediamo in quasi tutte le natività, non è narrata dai vangeli canonici ma dall'apocrifo Pseudo-Matteo, uno dei testi più diffusi e utilizzati come fonte di soggetti dagli artisti di quell'epoca. Quel vangelo però a sua volta derivava dal Protovangelo di Giacomo, conosciuto solo in lingua greca fino alla traduzione latina di Guillaume Postel della metà del sec. XVI. Ai racconti contenuti in questi testi Giotto si ispirò per le storie dell'infanzia di Maria della Cappella degli Scrovegni. Proprio nel Protovangelo di Giacomo troviamo una descrizione della natività in cui non compaiono angeli ma una "nube luminosa", come in molti altri brani biblici:

[19, 2] Si fermarono nel luogo dov'era la grotta, ed ecco una nuvola luminosa adombrava la grotta. E la levatrice esclamò: 'Oggi è stata magnificata la mia anima, perché i miei occhi hanno visto un prodigio meraviglioso: che è nata la salvezza per Israele'. E subito la nuvola si dissipò dalla grotta e apparve una grande luce nella grotta, tanto che i nostri occhi non la potevano sopportare... (I Vangeli Apocrifi, a cura di Marcello Craveri, Torino, 1969, p.21)

A differenza del vangelo di Luca in cui leggiamo che «la Gloria del Signore li avvolse di luce», in questo brano il narratore aggiunge che «gli occhi non potevano sopportare» quella gran luce. E in tanti dipinti vediamo che, seguendo alla lettera il testo, l'artista ha dipinto il pastore che si protegge gli occhi con la mano.

Nello stesso Protovangelo troviamo la descrizione della Stella, ma soprattutto, a differenza dei vangeli canonici, si dice che anche il piccolo Giovanni Battista dovette fuggire da Erode:
[22, 1] Accortosi di essere stato giocato dai magi, Erode si adirò e mandò dei sicari, dicendo loro: "Ammazzate i bambini dai due anni in giù".
[2] Maria, avendo sentito che si massacravano i bambini, prese il bambino, lo fasciò e lo pose in una mangiatoia di buoi. [3] Anche Elisabetta, sentito che si cercava Giovanni, lo prese e salì sulla montagna guardandosi attorno, ove nasconderlo; ma non c'era alcun posto come nascondiglio. Elisabetta, allora, gemendo, disse a gran voce: "Monte di Dio, accogli una madre con il suo figlio". Subito il monte si spaccò e l'accolse. E apparve per loro una luce, perché un angelo del Signore era con loro per custodirli.

Ecco che in questo brano del protovangelo di Giacomo la "luce" viene identificata con un angelo custode, senza che questo appaia come un personaggio vero e proprio. Nel'apocrifo Vangelo dell'infanzia arabo-siriaco invece è la stella dei Magi ad essere identificata con un angelo: « In quello stesso istante apparve loro un angelo, sotto forma di quella stella che era stata la loro guida nel viaggio; ed essi se ne andarono, seguendo l'indicazione della luce».

La raffigurazione della nube senza l'Angelo è rara ma, oltre che nella Natività di Lorenzo Monaco già mostrata, possiamo vederne un esempio in una Adorazione del Bambino dipinta del Maestro Franke. In alto nel cielo, all'interno della nube si vede la stella. Lo stesso autore in un'altra opera raffigura invece Dio all'interno della nube, mentre l'angelo fa l'annuncio ai pastori:

Marco Bussagli è autore di diversi libri sull'iconografia degli Angeli. In particolare in Storia degli Angeli (Rusconi, 1991) cita lo pseudo-Dionigi che afferma «la sacra scrittura li rappresenta anche sotto forma di nubi, indicando con questo che le sacre intelligenze sono riempite in modo sovramondano di una luce nascosta e accolgono semplicemente la prima luce alla sua prima emanazione...». Lo stesso Bussagli nel catalogo della mostra Le Ali di Dio scrive «Nel complesso il Medioevo si rivelò come un periodo centrale per lo sviluppo dell’iconografia angelica, le cui soluzioni furono successivamente reinterpretate in senso decisamente naturalistico dalle successive culture rinascimentale e barocca. E’, il caso degli “Angeli nuvola” che vennero più avanti riproposti come figure alate sorrette da soffici cuscini di vapore.» (http://www.enec.it/AliDio/09e_Iconografia.pdf)


Sano di Pietro, particolare dall'Annuncio ai Pastori (metà XV secolo)

Possiamo così ricondurre anche il tondo con la Madonna con Bambino e San Giovannino alla tradizione iconografica dell'epoca, quella della fine del '400 a Firenze. Il particolare arcaico delle tre stelle, simbolo della triplice verginità di Maria, e la raffigurazione non antropomorfa ma simbolica dell'Angelo come "nube luminosa" possono far pensare ad una adesione dell'autore alle tesi di Gerolamo Savonarola, il frate domenicano che predicava un ritorno alla tradizione e ad una maggiore purezza nell'arte e nella vita cittadina. Nella scheda del Museo di Palazzo Vecchio dedicata al dipinto si dice che vi sono evidenti somiglianze con opere di Lorenzo di Credi. Proprio questo artista era uno dei più devoti seguaci di Savonarola, tanto che arrivò a bruciare tutti i propri disegni di nudo e a diventare frate egli stesso.


Conclusioni:

Nel dipinto intitolato Madonna con Bambino e San Giovannino, attribuito a Sebastiano Mainardi, artista della cerchia del Ghirlandaio, non ci sono UFO. Le tre piccole stelle, che in questo dipinto accompagnano quella più grande della Natività, venivano spesso usate per simboleggiare la triplice verginità di Maria; il pastore che guarda l'apparizione in cielo proteggendosi gli occhi con la mano è simile a moltissimi altri tratti da dipinti dallo stesso soggetto; la nube luminosa deriva dal racconto della Natività nell'apocrifo Protovangelo di Giacomo. Lo stesso Protovangelo, che contiene le storie dell'infanzia della Madonna, è uno dei testi più citati nella definizione del dogma della verginità di Maria.


Nota, gennaio 2011: Nella trasmissione televisiva "Mistero" del 25 gennaio 2011 è stato proposto l'ennesimo servizio sugli "UFO nell'arte". A contrastare le ipotesi ufologiche è stato interpellato Vittorio Sgarbi. Il celebre intrattenitore e opinionista televisivo ha dato la sua interpretazione di quest'opera, affermando che quell'oggetto nel cielo non sarebbe altro che una "macchia preterintenzionale", quindi un errore dell'artista, dimostrando così solo di non avere mai visto, non dico dal vero ma neppure in una buona riproduzione fotografica, il dipinto in questione.


 
I Maya e gli antichi astronauti.

La civiltà maya fiorì nella zona del Centro America che si estende attualmente dal sud del Messico (Penisola dello Yucatán) fino all'Honduras e El Salvador passando per Guatemala e Belize. Gli archeologi dividono questa vasta area in due regioni: una a sud denominata "terre alte", costituite dal sistema montuoso presente sul territorio guatemalteco e una regione a nord o "terre basse", che comprende la foresta tropicale del Guatemala e Belize del nord e le zone più aride della penisola dello Yucatán. I periodi in cui viene usualmente suddivisa la storia dei Maya sono tre:
il primo è il Periodo Preclassico che va dal 1500 a.C. (per altri, dal 1000 a.C. o dal 1800 a.C.) al 317 d.C.
il secondo è il Periodo Classico che va dal 317 (anno corrispondente all'anno più antico del calendario maya) al 987 d.C.,suddiviso a sua volta in:
Classico Arcaico (fino al 500 circa), in cui si assiste allo stanziarsi dei Maya e alla bonifica della giungla
Medio Classico, con una pausa a cui segue una ripresa con rinnovata lena
Classico Finale (dall'800), che vede il declino e l’inspiegabile abbandono di tutto quanto s’era creato con tanto sudore.
il terzo è il Periodo Postclassico, a partire dal 987. 

Quella dei Maya è l'unica civiltà precolombiana che abbia lasciato numerose ed estese iscrizioni. La scrittura maya era una scrittura logosillabica, nella quale cioè ciascun simbolo, o grafema, poteva sia rappresentare una parola o comunque avere un significato a sé stante, sia indicare foneticamente una sillaba. L'inizio dell'uso di una lingua scritta da parte dei Maya si può far risalire all'inizio dell'era cristiana. Una grande quantità di iscrizioni maya sono incise su stele, e contengono riferimenti alle date principali della loro storia. La comprensione di questi testi era peraltro limitata alla casta sacerdotale e ai dignitari d'alto rango.

Ai Maya si devono numerosi centri urbani tra i più spettacolari dell’antichità: Tikal, Palenque, Yaxchilán, Copán, Piedras Negras, Uxmal, Chichén Itzá per citare solo i più grandiosi.La memoria della cultura maya è scolpita chiaramente e ampiamente sui templi, sui palazzi, sulle piramidi, e soprattutto è descritta nei geroglifici delle steli, sulle quali con accuratezza sono segnate le date, sono raffigurati gli eventi ed è ritratta la vita della gente.Sotto gli influssi della potente cultura irradiata da questi centri, gli antichi Maya realizzarono uno dei complessi di cultura materiale e di cultura teorica più raffinato dell’umanità. Teorici puri, anche, paradossalmente, quando realizzavano cose concrete, i Maya furono al contempo straordinari artisti e scienziati acutissimi, raffinatissimi esecutori e teorizzatori senza pari, raggiungendo in tutti i campi quelle che appaiono essere - almeno secondo certi canoni - le vette più alte del loro tempo. D'altro canto sono anche passati alla storia per una religione violenta che prevedeva sacrifici umani anche collettivi. Sono state ritrovate infatti dagli archeologi fosse con migliaia di teschi umani. Il tipo di governo Maya era semplice. Il popolo sembra che desiderasse di essere governato il meno possibile. Difatti, i Maya non costituirono mai un impero: la loro organizzazione era basata su un insieme di città-Stato. Si ebbero semplicemente tante città-stato affini a quelle dell’antica Grecia o dell’Italia medievale, che condividevano la religione, la cultura e la lingua, ma erano ciascuna sovrana dei propri diritti e dotata di leggi proprie. Ogni città-stato era governata da un capo ereditario, che esercitava funzioni amministrative, esecutive e probabilmente anche religiose. Nel commercio le città erano rivali, ma l’assenza quasi totale di scene di battaglia sulle steli lascia arguire che raramente la loro rivalità conduceva alla guerra. Alcune città furono molto grandi per l'epoca. Tikal, ad esempio, nel periodo classico arrivò a 60.000 abitanti. Secondo alcune stime, in quel periodo la popolazione dello Yucatán era tripla di quella odierna. La prosperità della campagna si riversava nelle città. I coltivatori e i mietitori di mais, alimento principale dei Maya, diedero un impulso decisivo alla formazione della cultura, finanziando il lavoro dei sacerdoti scienziati, che indagavano i misteri della terra e delle stelle, sviluppavano un sistema cosmologico, approfondivano lo studio dell’astronomia, della scrittura e della matematica. Sul finire del periodo classico, la giungla s'impadronì delle città maya. La loro scomparsa è attestata dalle ultime date delle steli. Copán fu abbandonata intorno all’800; l’ultima stele di Tikal porta la data 869. Non è ben chiaro perché le città furono abbandonate. Sono state formulate alcune ipotesi:
La popolazione, stanca dei lavori forzati, si sarebbe ribellata contro i sacerdoti e i nobili, deportandoli o massacrandoli.
Le città, lasciate in mano a governanti incapaci, sarebbero andate in rovina una dopo l'altra.
L'invasione o l'influenza di nuove genti provenienti dal Messico centrale, i Toltechi, avrebbe portato a un grave declino, prima di una rifioritura nel periodo post-classico.

 

 

 
Da dove vengono gli UFO?
Con certezza, nessuno lo sa. Da qualsiasi parte dell’universo, fuorchè beninteso, dal nostro sistema solare.

Con certezza, nessuno lo sa. Da qualsiasi parte dell’universo, fuorchè beninteso, dal nostro sistema solare.

Gli ufologi, in questo senso, si dimostrano prudenti e preferiscono non sbilanciarsi. Di questo avviso i contattisti, i mistici e tutti coloro i quali sostengono gratuitamente di essere in contatto fisico o mentale con gli extraterrestri. Secondo costoro, ai quali abbiamo più avanti dedicato un paragrafo, gli alieni verrebbero dai mondi più strani. Alfred Bender, un ricercatore che in passato si disse minacciato da misteriosi uomini in nero extraterrestri, sosteneva che essi si dicevano originari di una lontana galassia, dominata da un’immensa massa incandescente, che faceva pensare a un quasar , una stella in grado di emettere radiofrequenze.

Secondo il dottor G.H. Williamson nel 1952 gli abitanti di Hatonn avrebbero instaurato contatti radio e telepatici con lui, Hatonn sarebbe un lontano pianeta della galassia di Andromeda.

Sempre Williamson parlava con profonda erudizione di Tyrantor, un mondo che mezzo milione di anni fa sarebbe stato capitale di un decadente impero stellare della via Lattea.

I pelosi abitanti di Milenios avrebbero invece avvicinato un ragazzo torinese per spiegarli tutto sulle loro aeronavi. Si era nel 1989 e fu un gran peccato che gli alieni disegnati dal torinese assomigliassero così tanto ai personaggi di un vecchio serial di fantascienza, Guerra fra galassie. Come in quel telefilm giapponesi, Milinios faceva parte di una grande forza confederazione interplanetaria che combatteva le Forze del Male , secondo un copione affine ai vaneggiamenti di Williamson, a detta del quale Tyrantor dovette subire la ribellione dei pianeti schiavi e solo dopo devastanti guerre cosmiche la confederazione planetaria aveva potuto raggiungere la vittoria. Al momento, cioè negli anno Cinquanta, le entità demoniache di Orione stavano avendo il sopravvento, riuscendo persino a intrufolare spie extraterrestri nella Terra.

Completamente diversi i Plejadiani di Eduard Meier, esseri straordinariamente buoni, in viaggio da secoli attraverso gli spazi siderali. Sulla stessa linea anche Maurizio Cavallo, un contattista italiano che sostiene attualmente di esser stato rapito dai pacifici abitanti di Clarion e da questi portato dentro una bolla trasparente in una base segreta in amazzonia.

Clarion era già stato menzionato dall’americano Truman Bethurum che, il 27 luglio 1952, avrebbe incontrato Aura Rhanes, una splendida aliena si un metro e mezzo, con la pelle olivastra liscia e lucente e gli occhi nerissimi. Aura gli avrebbe spiegato che Clarion si trovava dietro il sole e per questo non sarebbe stato ancora scoperto dagli astronomi. Aura rivelò anche che persino Marte era abitato: “Le case”, disse, “sono tutte circondate da prati, giardini e aiuole in fiore, simili a piccole fattorie o villette di campagna. Anche su Clarion la vita è idilliaca : non esiste la politica, non si pagano le tasse, non ci sono guerre nè delinquenza”. Il sogno dell’americano medio.

Anche secondo Williamson Marte sarebbe stato abitato. Egli stesso aveva comunicato con due marziani, Regga e Zo.

Il caso di Buck Nelson (1954) rappresentò poi l’emblema del contattismo più grossolano. Buck sarebbe stato portato in viaggio nel nostro sistema solare solare, assieme al cane Teddy, da un gruppo di misteriosi alieni con cui visitò Marte, pieno di colori, la Luna, ove il gruppo potè pranzare nella casa del locale governatore, in un cratere; Venere, dove le auto no hanno nè ruote, nè paraurti, pur essendo simili alle nostre…

Sin che l’uomo non mise piede sulla Luna e le missioni spaziali non fotografarono Marte e Venere, tutti i contattisti e mistici rimasero in “collegamento mentale” con alieni facenti parte del nostro sistema solare. Il progressivo sviluppo delle esplorazioni distrusse un mito e ne fornì un atro: gli alieni dovevano per forza provenire da altri sistemi, da altre galassie, addirittura da altri universi, paralleli al nostro.

Nel 1975 veniva fondato a S. Lorenzo, California, il gruppo Venus Research, una società ‘acquariana’ che raggruppa lo Star people. Sotto questo nome si celerebbero tutti quei terrestri con patrimonio genetico d’origine aliena , veri e propri ibridi inviati nel passato sulla Terra. Il ‘Popolo delle Stelle’ possederebbe particolari caratteristiche genetiche. Vedete un po’ se vi ritrovate: sangue Rh negativo, ipersensibilità nervosa, poteri paranormali, tendenza a visitare in sogno paesi extraterrestri, visioni di entità non umane, sensazioni di discendere da antenati non terrestri.

Secondo Venus Research gli UFO si mostrerebbero per destare la coscienza degli ‘eletti’, che hanno il ‘sangue degli dei’ e che dovranno guidare l’umanità fuori dal caos creato dalla cupidigia, dalla lussuria e dalle devastazioni nucleari.

Lasciando da parte queste pittoresche sciocchezze, vediamo invece cose dice la radioastronomia.

Innanzitutto, qualsiasi stella può avere attorno a sè uno o più pianeti abitati. Quelli “blu”, come la terra, ove la vita si evolve, per miliardi di anni, sono però molto rari. Questo perchè gli astri permanentemente abitabili si possono evolvere soltanto laddove esistano condizioni eccezionali, quali la particolare vicinanza al proprio sole. Miriadi di sistemi solari potrebbero offrire ovunque questo tipo di condizioni. Resta da stabilire se l’evoluzione umana segue un canone prestabilito o non sia piuttosto dovuta a ‘sbagli’ della natura.

Un giorno , sul nostro pianeta, le piante iniziarono a effettuare la fotosintesi rilasciando un potentissimo veleno, l’ossigeno. Tale veleno, presente in dosi massicce, sostituì la precedente atmosfera fumosa dovuta a i vulcani e nuove creature si svilupparono, creature in grado di vivere respirando ossigeno: noi!.

Ancora, esistono batteri in grado di vivere in situazioni che risulterebbero mortali per un organismo pluricellulare che utilizza ossigeno. Troviamo batteri anaerobi, batteri che vivono nelle pozze di ammoniaca negli scarti radioattivi degli elementi transuranici pesanti delle centrali atomiche. Forse in mondi lontani l’evoluzione ha seguito un corso diverso. E forse non lo sapremo mai.

Attualmente non sappiamo con certezza dove possa esserci vita, forse ovunque o in nessun posto. Periodicamente i radiosservatori ricevono strane emissioni, che non necessariamente sono messaggi intelligenti, come un tempo si pensava, Nel luglio 1990 il telescopio orbitante Sigma intercettava, a 300 anni-luce da l centro della galassia una fonte fortissima di raggi gamma, sconosciuta. Di che si tratta? nn si sa. L’universo, difatti, resta tuttora un mistero. Alfredo Lissoni

 

IL CASO

Dagli archivi FBi spuntano gli Ufo
"Tre precipitarono negli Usa nel 1950"

Tra i documenti non più segreti pubblicati su un sito del Bureau, il racconto dell'agente Guy Hottel: negli oggetti volanti non identificati c'erano nove corpi dalle fattezze umanoidi, vestiti "come i piloti dei jet"

di LUIGI BIGNAMI

Questa volta il documento sugli Ufo viene niente meno che dall'FBI. Secondo l'agente Guy Hottel, il 22 marzo del 1950 tre oggetti volanti non identificati precipitarono nel New Mexico e furono "catturati" dal servizio investigativo americano. All'interno dei velivoli c'erano nove corpi dalle fattezze umanoidi alti circa 90-100 centimetri. Gli oggetti non identificati avevano un diametro di circa 16 m ed erano leggermente rialzati al centro. Insomma Ufo nel senso più classico del termine. "Gli occupanti erano vestiti come i piloti dei jet", racconta Hottel nel suo documento. E' possibile, conclude l'agente dell'FBI, che gli oggetti volanti siano precipitati causa delle interferenze dei numerosi radar presenti nell'area.

Questa testimonianza è in una serie di altri atti resi pubblici dall'FBI negli ultimi giorni in un suo sito Internet dove vengono divulgati documenti non più segreti richiesti dai cittadini statunitensi. Il sito Vault 1 presenta testi che riguardano vari aspetti delle investigazioni dell'FBI, dai diritti civili ai ganster, dalle testimonianze di ricerche su organizzazioni criminali fino a quelli che vengono definiti "fenomeni inspiegati". I documenti vengono lasciati sul sito fin quando vi è una certa richiesta da parte del pubblico, dopo di che vengono cancellati.

Attualmente tra i documenti c'è, tra gli altri, il caso Hottel. Interessante però è anche il documento che riguarda il caso ufologico noto come "incidente di

Roswell". Si verificò nel luglio del 1947, quando qualcosa di strano per quell'epoca precipitò in prossimità della cittadina di Roswell, nel New Messico. I racconti passati di mano in mano segnalano che dapprima un comunicato stampa pubblicato dalla base aerea che si trovava in prossimità di quella località parlava proprio di un "disco volante", ma poi le dichiarazioni ufficiali statunitensi spiegarono che si trattava di un semplice pallone sonda e a tal proposito vennero mostrate alcune immagini.

Il caso però ha continuato ad alimentare sospetti e ancora oggi viene avanzata l'ipotesi che a cadere nel deserto non fu un pallone sonda, ma qualcosa di sconosciuto. Ebbene il sito dell'FBI il caso sembra offrire una soluzione: si parla di un oggetto che aveva la forma di un disco esagonale che doveva essere sospeso per mezzo di un cavo a un pallone, il quale aveva un diametro di circa sei metri e mezzo, e si dice anche tuttavia, che secondo comunicazioni telefoniche tra due basi aeree l'ipotesi del pallone sonda fosse poco credibile. In ogni caso il pallone e il disco vennero portati alla base aerea e lì trattenuti senza ulteriori analisi.

Si intitola "Gli UFO e la CIA" e mette a nudo il Majestic 12 da Truman a Bush junior

Esiste una cospirazione mondiale tesa a nascondere il fenomeno degli UFO? É vero che il governo americano conosce la verità sugli alieni, ed anzi ne studia la scienza, con un'operazione di "ingegneria inversa" ma tende ad occultare le prove del passaggio dei visitatori sulla Terra, per non perdere di autorità? La risposta è affermativa, e ci giunge dalla meticolosa, puntigliosa ricostruzione della storia "segreta" dell'ufologia, ricostruita per la prima volta da Alfredo Lissoni nel libro "Gli UFO e la CIA" (Mir edizioni, 221 pagg. ) la storia dell'MJ 12 e delle cospirazioni caratterizzata da commissioni top secret, insabbiamenti, morti misteriose, dischi volanti precipitati, documenti e reperti occultati da misteriosi gruppi di potere dai nomi altamente evocativi: Majestic 12, Men in Black, revealers. Tutto viene infine messo a nudo.

Dopo una ricerca iniziata nel 1993, e durata ben nove anni, l'autore mette assieme le tessere di un gigantesco mosaico che ha visto la costituzione, nel 1947 e dopo lo schianto di un UFO a Roswell, Nuovo Messico, delle prime commissioni americane di studio, sia pubbliche che segrete. Attraverso una serie di "Projects" di studio, il governo USA tentò di impadronirsi della tecnologia degli E.T. E vi riuscì. Alfredo Lissoni, in questo libro, esplora per noi i segreti della tenebrosa Area 51, il cinquantunesimo Stato degli Stati Uniti, il tabernacolo di tutti i misteri della tecnologia aliena; ricostruisce le operazioni di debunking (discredito) e cover up (insabbiamento) dei presidenti americani da Truman a Bush junior; svela i retroscena dell'incidente aereo di Walesville, che portò il Governo Ombra statunitense ad armarsi contro gli alieni e a siglare, nel 1955, un patto segretissimo di cooperazione antialiena con i "nemici" dell'Unione Sovietica. Ancora, si esamineranno, finalmente spiegati ed inseriti in un contesto logico, alcuni dei più inquietanti misteri ufologici degli ultimi decenni: le mutilazioni animali, le morti misteriose di scienziati, le "rivelazioni" pilotate dell'Intelligence, i carteggi segreti ottenuti tramite la Legge sulla Libertà di Informazione (i veri X-files), gli UFO-crashes, i dischi volanti terrestri, il Nuovo Ordine Mondiale, la tattica puntiforme (perché gli alieni non si mostrano pubblicamente). Tutto ciò, seguendo il filo delle manipolazioni e delle congiure ordite da tenebrosi gruppi di potere: Trilateral, Bildeberg, CFR, Mj-12, CIA, UFO study group.

 

 
Numerosi sono i rapporti relativi ad avvistamenti UFO segnalati da personale qualificato, comuni cittadini, ed in alcuni casi agenti federali. Sovente si tratta di oggetti che si muovono a velocità elevata manifestando ampia manovrabilità. Interessante a tal proposito è il memorandum inoltrato in data 17 settembre 1947 dall'agente speciale dell'ufficio di Portland al capo dell'FBI sull'osservazione di "cinque o sei dischi" in volo sulle Cascade Mountains il pomeriggio del 24 giugno dello stesso anno da parte di un prospettore minerario, giudicato "un individuo molto attendibile". Apparentemente questa persona (il cui nome è stato cancellato sul rapporto dall'FBI) è un testimone indipendente a sostegno della ben più famosa osservazione - effettuata a bordo di un aereo - di Kenneth Arnold, che ha segnato l'inizio dell'era moderna dell'ufologia. Altro particolare degno di nota è la dicitura apposta sul documento in questione, e cioè "REPORTS OF FLYING DISCS... SECURITY MATTER - X". Ma allora gli X-Files sono esistiti veramente?
 

Sin dalla prime segnalazioni, e col passare degli anni, l'affare "dischi volanti", malgrado pubblicamente venisse accantonato come frutto di "errate interpretazioni, burle e bagordi del sabato sera", è stato tenuto nella massima considerazione dalle agenzie governative statunitensi, tant'è che in un documento datato 31 gennaio 1949 ad indirizzo l'allora direttore dell'FBI, J. Edgar Hoover, e intitolato "Protezione delle Installazioni Vitali" si sottolinea: "Questo argomento è considerato top secret dagli uffici informazioni sia dell'Esercito che dell'Aeronautica".
 

Altro particolare che mettono in evidenza i documenti declassificati è l'interesse nei confronti del fenomeno mostrato dalla comunità scientifica. Oltre gli studi sulle centinaia di osservazioni delle cosiddette green fireballs (meteore verdi) nei pressi delle installazioni militari nello Stato del New Mexico, che hanno coinvolto astronomi di fama internazionale i quali non hanno trovato soluzione logica per molte di esse, c'è chi tentava di avanzare ipotesi basate principalmente sui timori dell'epoca. Il 18 luglio 1947 l'agente speciale in New Haven, Connecticut, scriveva la seguente lettera al capo dell'FBI:
 

"Per informazione del Bureau - la presente è per avvisare che il 7 luglio 1947 il Sig. ---, di Stamford, Conn., si è recato al locale ufficio e ha fornito le seguenti informazioni:
 

Il Sig. --- ha anticipato le sue osservazioni precisando che è uno scienziato di professione ed è attualmente impiegato presso gli American Cyanamid Research Laboratories di West Main Street in Stamford, Conn., nel reparto Fisica. Il Sig. --- ha inoltre precisato che durante la guerra ha lavorato al MIT, Cambridge, Mass. nel Laboratorio Radiazioni connesso al Progetto Manhattan. Il Sig. --- ha trent'anni e si è laureato alla University of Arizona.
 

Il Sig. --- ha affermato che il tema dei 'dischi volanti' ha causato considerevoli discussioni e attualmente interessa gli scienziati e lui stesso ha una teoria personale al proposito. Prima di esporre la sua teoria, il Sig. --- ha rimarcato che immediatamente dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, un suo amico, il Sig. ---, ha sostenuto di aver osservato i 'dischi volanti' da un osservatorio a Milano e Bologna, in Italia. Questi asserì che apparentemente sul momento in Italia i 'dischi volanti' avevano prodotto un certo discutere ma che dopo questa breve pubblicità l'argomento si estinse nel pubblico interesse. Il Sig. --- ha affermato che è molto probabile che i 'dischi volanti' possano in realtà essere bombe batteriologiche o bombe atomiche radiocomandate che girano intorno all'orbita terrestre e che possono essere dirette su qualsiasi bersaglio secondo le esigenze dell'agenzia o della nazione che ne ha il controllo."
 

A parte le opinioni espresse, è curiosa l'allusione a quelli che potrebbero essere degli avvistamenti antecedenti il caso Arnold proprio in Italia.

 
 

 

Il governo inglese pubblica gli archivi segreti sugli UFO

giovedì 15 maggio 08 in Sicurezza| Etichette: , ,

Dopo la Francia adesso è la volta del governo inglese che proprio questo lunedì ha dato il via a un progetto della durata quadriennale che ha come scopo la pubblicazione degli “x-files” sugli avvistamenti UFO nello spazio aereo inglese.

Quando il trasferimento sarà completo l’Archivio Nazionale conterrà circa 160 rapporti del Ministero della difesa britannico collegati ad avvistamenti Ufo nel periodo che va dal 1950 al 2007. Questa rappresenta la più grande singola pubblicazione di documenti segreti mai avvenuta nella storia del ministero inglese.

Ufo

Attualmente nella sezione UFO del sito dell’Archivio Nazionale sono presenti solo otto file che comprendono i rapporti stilati in un arco temporale che va dal 1978 al 1987. Questi documenti contengono avvistamenti di oggetti volanti non meglio identificati e incontri più o meno ravvicinati segnalati sia da civili che da personale militare. C’è perfino la storia di un signore anziano che ha raccontato di essere stato sequestrato da un gruppo di omini verdi a bordo di una navetta spaziale per degli esperimenti e di essere stato poi rilasciato a causa della sua età avanzata.

Ma leggendo questi rapporti appare invece chiaro l’approccio decisamente più pragmatico del Ministero della difesa, che dimostra comunque quanto seriamente questi fenomeni siano stati esaminati dalle autorità inglesi. Più volte si legge infatti che il ministero si è interessato alla questione UFO esclusivamente in termini di violazione dello spazio aereo e minaccia alla sicurezza nazionale. Non esiste quindi nessun ulteriore interesse scientifico intorno alla vera natura di questi oggetti che, per l’appunto, rimangono “non identificati”.

In sostanza gli archivi inglese non sembrano aver svelato chissà quali segreti. Strada libera per gli ufologi allora, i quali avranno sicuramente nuovo materiale su cui passare nottate intere congetturando sull’esistenza di civiltà aliene tecnologicamente avanzate che, alla faccia del D.lgs 196/03, continuano da millenni a violare la nostra privacy.


 

 
 
 

 

 

 

 FBI e Ufo, il legame stretto del Cover Up di Stato.

Se provate a scrivere all'FBI domandando informazioni sugli UFO otterrete una risposta del tipo: "Le informazioni contenute negli archivi del Federal Bureau of Investigation sono riservate e ottenibili solo per uso ufficiale", oppure "L'indagine sugli oggetti volanti non identificati non è competenza di questo Ufficio".

Dobbiamo quindi rassegnarci ad accettare che il gran accanirsi dell'FBI per gli UFO sia una mera fantasia generata da menti ecclettiche?
 

Non proprio. Grazie all'interessamento di alcuni ufologi americani, coadiuvati da una speciale legge nazionale sulla libertà di informazione - meglio nota come Freedom of Information Act - entrata in vigore a partire dalla metà degli anni '70, dagli archivi dell'FBI sono usciti, in più riprese, centinaia di documenti, dapprima classificati, di cui nessuno conosceva l'esistenza. Sull'argomento sono stati pubblicati negli Stati Uniti numerosi libri e una miriade di articoli sono apparsi sulle riviste del settore, raccolti nel nostro paese dal Centro Italiano Studi Ufologici il CISU.
 

Si è così concretizzato un sospetto: l'FBI possiede nei suoi archivi numerose migliaia di pagine - sono oltre 2.000 quelle sinora declassificate e rese note - riferite a documenti (note, memorandum, comunicazioni interne, rapporti dettagliati) consacrati ai "dischi volanti", alcuni dei quali non figurano neanche negli archivi del Progetto Blue Book, lo studio sugli UFO promosso dall'Aeronautica statunitense e conclusosi nel 1969.
 

L'FBI è pertanto stata ufficialmente coinvolta nelle indagini sui "dischi volanti", come all'epoca venivano chiamati gli UFO? Ebbene sì: sicuramente dal 30 luglio al 1ø ottobre 1947, anche se investigazioni non ufficiali sono state condotte perlomeno sino al 1964. Nell'ottobre 1947 l'incombenza passa, per competenza, all'USAF. Proseguono tuttavia, su consiglio dell'allora capo dell'FBI, J. Edgar Hoover, le indagini sull'attendibilità dei testimoni che riferivano di aver avvistato sul territorio statunitense i dischi volanti.
 

Intanto l'FBI continuava a essere informata sull'argomento e a ricevere rapporti di avvistamento da ogni fonte, governativa e non. Tra il 1952 e il 1959 la documentazione ricevuta è diminuita costantemente sin quasi ad annullarsi. In effetti i Federali hanno fatto di tutto per sbarazzarsi di un argomento problematico.

 

E' stata la possibilità di una sovversione interna che li aveva inizialmente portati a interessarsi della materia. La questione era prevalentemente seguita nell'ottica di smascherare un possibile movimento sovversivo, sia esso stato politico o all'origine di un'isteria collettiva. Tale minaccia fu un argomento che si sgonfiò ben presto. Le divergenze (tuttora esistenti) tra l'USAF e l'FBI sono inoltre la causa che ha fatto cessare da parte dei Federali le indagini sistematiche sulla materia.

 


 

Le Classificazioni Ufologiche

In merito alla casistica UFO, il dr. Hynek propose una classificazione degli avvistamenti che viene attualmente adottata in tutto il mondo.

Hynek distingue infatti, a seconda del contenuto dei rapporti, 6 tipi base di avvistamento, tre a distanza e tre ravvicinati.

Gli avvistamenti "a distanza" vengono denominati e distinti nel modo seguente:

1) Luci notturne, ovvero fonti luminose di notte viste nel cielo, la cui traiettoria risulta non riferibile né ad aerei, né a palloni-sonda, né a meteore, né a satelliti artificiali e che sovente danno l'impressione di un comportamento intelligente.

2) Oggetti diurni, ovvero corpi di aspetto metallico, di forma prevalentemente circolare, di colore per lo più argenteo, capace di prestazioni che sembrano violare le leggi fisiche conosciute: velocità supersoniche senza produzione del caratteristico"bang", arresti improvvisi, stazionamenti in aria, accelerazioni fulminee virate ad angolo retto senza apparente rallentamento, moti peculiari come oscillazioni, rotazioni, perdite di quota a "foglia morta".

3) Radar-visuali, ovvero apparizioni sullo schermo radar di bersagli ben definiti, non riferibili a malfunzioni radar né a fenomeni atmosferici, con contemporanea percezione visuale, nello stesso punto del cielo esplorato dal radar, di luci od oggetti insolti del tipo descritto nelle due categorie precedenti.

Le osservazioni "ravvicinate" sono quelle fatte a meno di duecento metri di distanza. Esse costituiscono il dato di maggiore interesse offerto dalla statistica UFO, in quanto la vicinanza consente al testimone di percepire il fenomeno nei sui dettagli e rende molto meno plausibile l'ipotesi di un equivoco con un evento di tipo convenzionale.

Hynek distingue tre diversi tipi di "incontro ravvicinato":

Primo tipo: osservazione di oggetto insolito, luminoso, di struttura generalmente circolare, talvolta provvisto di "torretta" o "cupola", silenzioso, o più raramente, emettente un suono simile ad un ronzio o ad un sibilo, capace di stazionare in aria, di atterrare, di decollare con fortissime accelerazioni. L'osservazione non è accompagnata da fenomeni di interazione fra l'oggetto e l'ambiente circostante od i testimoni.

Secondo tipo: il paradigma è uguale a quello del primo tipo, ma con manifestazione di effetti collaterali di interazione con l'ambiente e/o le persone. I più comuni di questi effetti sono:

a) Tracce sul terreno, sottoforma di aree circolari di erba bruciata o piegata a vortice, oppure di buche di vario diametro e profondità disposte secondo schemi geometrici (triangoli, quadrati, ec...). E' famosa la traccia rimasta in Trans-en-Provence (Francia) nel 1981 a seguito di un atterraggio non ben identificato. Un'accurata analisi chimica e biologica di campioni di terreno e di erba prelevati dalla traccia a cura del GEPAN, la commissione ufficiale francese di indagine sugli UFO, oggi ribattezzata SEPRA, ha permesso di stabilire che sul posto si è manifestato un "fenomeno di grande potenza energetica" e di natura sconosciuta.

b) Effetti elettromagnetici, sottoforma di interferenze radio, televisori, bussole, circuiti elettrici di automobili.

c) Effetti luminosi insoliti, quali ad esempio l'emissione ed il riassorbimento lento di luce o fasci di luce, es. caso di Polcanto(Firenze): il testimone, un colono quarantenne, dichiarò di avere assistito, alle tre di notte, all'emissione da parte di un UFO di una luce che avanzava lentamente verso di lui illuminando via via a giorno la zona circostante, e che poi si ritrasse altrettanto lentamente fino ad essere riassorbita del tutto.

d) Effetti sugli animali, sottoforma di terrore, inquietudine, irritazione,(nel caso di Polcanto sopra citato, il cane del testimone rimase abulico e impaurito durante e dopo l'avvistamento e per alcuni giorni rifiutò il cibo, di norma invece il cane era molto vispo e aggressivo.

e) Effetti sull'uomo, sottoforma di paralisi momentanea, senso di soffocamento, ustioni, disturbi fisici vari quali irritazioni agli occhi, nausea, vomito, sonnolenza ed altri.

Terzo tipo: gli "Incontri ravvicinati del terzo tipo", resi popolari da un noto film di Steven Spilberg, riguardano oggetti e fenomeni analoghi a quelli delle due precedenti categorie, ma con contemporanea osservazione di presunti "occupanti".Questi ultimi vengono descritti per lo più come entità animate di aspetto umanoide, di bassa statura (alti poco più di un metro), con il cranio eccezionalmente sviluppato e dal comportamento ambiguo (a seconda dei casi, fuga, aggressività, indifferenza, cordialità ecc....).

E' opportuno precisare che le 6 categorie di avvistamenti individuate da Hynek non implicano l'esistenza di cause generatrici diverse. L'ipotesi di lavoro è che all'origine di tutti i rapporti UFO, quale che sia la categoria loro assegnata, esista un medesimo fenomeno ignoto che appare in modo diverso a seconda di situazioni diverse di osservazione: a seconda cioè che l'avvistamento avvenga di notte e di giorno, ad occhio nudo o tramite strumenti, a maggiore o minore distanza.

La classificazione di Hynek ha fornito agli studiosi un valido strumento di ricerca: da un lato, infatti, consente di individuare facilmente, nella pletora di rapporti, quelli peculiarmente ufologici, e dall'altro offre una base per formulare ipotesi.

Estensione della Classificazione di Hynek

*Quarto tipo: più recentemente, è stato suggerito di fare uso dell'espressione di "incontri ravvicinati del quarto tipo" per definire i casi di "abduction" o rapimento indicante i casi di presunto sequestro di testimoni da parte degli occupanti degli UFO.

*Quinto tipo: o "esogamia" cioe letteralmente, unione biologica con esseri extraterrestri; il termine indica i presunti casi, da quello di Villas Boas in poi, implicanti supposti rapporti sessuali fra soggetti umani e "occupanti di UFO".

** Sesto tipo: morte del soggetto implicato nell'incontro come conseguenza dell'incontro stesso.

** Settimo tipo: indica le conseguenze su un piano mentale al di là della materia esperite in alcuni casi dai protagonisti degli incontri ravvicinati di quarto tipo.

 

 

 
 

 

 

 Resi pubblici sul sito dei National Archives, nuovi documenti ufficiali comprendenti episodi dal 1987 al 1993.

Prosegue l'opera di rilascio di documenti riservati portata avanti dal Ministero della Difesa Inglese, con la messa on-line di altre decine di casi.
Proprio ieri infatti sul sito dei National Archives inglesi sono stati resi pubblici i casi che vanno dal 1987 al 1993, con tanto di podcast audio introduttivo del dr. David Clarke, noto esperto in materia ufologica.
Come già successo in occasione del rilascio dei documenti francesi, in questi giorni il sito inglese è tempestato di richieste, tanto da risultare spesso inaccessibile.
Questi documenti confermano con coerenza quanto espresso ripetutamente dal governo inglese a fronte di segnalazioni ufologiche e cioè che se gli oggetti segnalati non presentano una minaccia per i cieli inglesi, non sono di loro interesse.
Infatti tutta l'attenzione degli ufficiali coinvolti nei rapporti, è rivolta semmai a trovare correlazioni con prototipi militari terrestri come l'Aurora e simili.
Per questo tra i documenti figurano ritagli di giornali provenienti anche da Russia e America, al fine di valutare eventuali relazioni con velivoli militari ancora in sperimentazione.
Tra i casi più particolari rilasciati in questa terza sessione, sicuramente quello di una donna del Norfolk inglese che segnalò di essere stata avvinata da un alieno con un accento spiccatamente scandinavo, che affermava di provenire da un altro pianeta molto simile alla terra e che aveva "sentito" importante il contatto con la terrestre.
L'extraterrestre, durante i dieci minuti di conversazione, ha confermato alla donna che la sua razza è responsabile della comparsa dei cerchi nel grano che costellano d'estate le campagne inglesi.
La donna spaventata è corsa a casa e li ha sentito un profondo rumore elettrico dietro di lei e giratasi ha visto una grande sfera luminosa di colore arancione sollevarsi verso il cielo a velocità costante fino a sparire.
Nel dicembre del 1992, due controllori di volo dell'aeroporto di Heathrow, hanno osservato dalla torre di controllo durante la mattinata, un UFO dalla forma di un boomerang nero. Una settimana prima, molti testimoni da Luth, nel Lincolnshire, hanno segnalato tre luci che sembravano attaccate ad un oggetto di forma triangolare.
Tra l'altro i primi anni novanta sono ricordati nella storia dell'ufologia per il flap degli "UFO" triangolari in Belgio, tracciati e seguiti con interesse dalla stessa aeronautica belga.
Il 5 novembre 1990, sei piloti di caccia Tornado impegnati in operazioni sopra alla Germania, hanno osservato un enorme ufo dalla forma di diamante.
Secondo i piloti poteva trattarsi di un prototipo americano ma ulteriori investigazioni non sono state intraprese perché, come si legge nelle note di un ufficiale a cui venne girato il rapporto, "Credo che qualunque informazione aggiuntiva aggiungerebbe solo benzina sul fuoco. L'incidente è avvenuto e non ho dubbi su quello che hanno visto i piloti. Dubito però fortemente che sia l'USAF che l'Aeronautica Russa, sarebbero disposti ad ammettere qualcosa, nel caso si trattasse veramente di un loto velivolo."

  • Interessante anche come nei documenti si parli di un progetto di digitalizzazione e archiviazione delle segnalazioni ufo, bloccato perché se fosse venuto a conoscenza del pubblico avrebbe potuto diffondere il panico.

 



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